RAMSES CONSULTING NEWS n. 741 – 20 ottobre 2025
MIMIT: fondo perduto per progetti di ricerca e sviluppo
Misure per la competitività e l’innovazione
La Legge di Bilancio 2026 introduce un ampio pacchetto di interventi per sostenere la competitività e l’innovazione del sistema produttivo italiano.
L’obiettivo è favorire gli investimenti, stimolare la transizione tecnologica e rendere più sostenibili i processi industriali.
Maggiorazione per beni materiali e nuovi investimenti
Il Governo prevede una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni materiali ai fini dell’ammortamento, pari a circa 4 miliardi di euro. Questa misura serve a incoraggiare le imprese a rinnovare macchinari e strutture produttive, promuovendo così un ciclo di modernizzazione diffuso.
ZES, ZLS e incentivi territoriali
Nel triennio 2026-2028 verrà confermato il credito d’imposta per le imprese localizzate nelle Zone Economiche Speciali (ZES).
Parallelamente, sarà istituito un fondo da 100 milioni di euro per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS).
L’intento è rafforzare la competitività dei territori industriali e portuali, sostenendo le filiere produttive locali e l’occupazione.
Plastic tax e sugar tax: proroga fino al 2026
Prosegue fino al 31 dicembre 2026 la sospensione di plastic tax e sugar tax. La proroga evita ulteriori oneri per le imprese e mantiene stabile il costo dei consumi, garantendo maggiore equilibrio al sistema produttivo.
Rifinanziamento della Nuova Sabatini
La “Nuova Sabatini” viene rifinanziata. Lo strumento, dedicato alle PMI per l’acquisto di beni strumentali, continua a rappresentare un supporto concreto per la crescita e l’innovazione delle piccole imprese italiane.
Ritorno dell’iperammortamento potenziato
Torna l’iperammortamento, in una versione più ampia e flessibile.
Le agevolazioni saranno più consistenti per le micro e piccole imprese, mentre si ridurranno gradualmente per investimenti di importo maggiore.
La misura sostiene l’innovazione diffusa e favorisce le aziende che combinano investimenti in efficienza energetica e digitalizzazione, in linea con i principi della Transizione 5.0.
Fine dell’IRES agevolata
Il ripristino di iperammortamento e superammortamento, che utilizzeranno integralmente i 4 miliardi destinati ai nuovi investimenti, comporta la sospensione della proroga dell’IRES agevolata.
Lo sconto del 4% sull’imposta, introdotto con la scorsa legge di bilancio, resterà valido solo per il periodo d’imposta 2025.
Il beneficio sarà riconosciuto alle imprese che:
- investiranno almeno il 30% degli utili accantonati in beni riconducibili ai programmi Transizione 4.0 o 5.0, oppure
- incrementeranno il numero di dipendenti nel corso dell’anno.
La scelta del Governo è chiara: concentrare le risorse su strumenti che generano effetti concreti su investimenti e occupazione.
Focus Mezzogiorno
Anche il PNRR contribuirà al rafforzamento della competitività del Sud.
La proposta di revisione prevede il finanziamento del Credito d’imposta per il Mezzogiorno e per la ZES unica, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti nelle regioni meridionali.
La misura si articola in due linee di intervento:
- Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi nelle regioni del Sud;
- Credito d’imposta per investimenti nella Zona Economica Speciale unica.
Questo strumento, già consolidato e di semplice applicazione, garantisce rapidità, efficacia e complementarità con i fondi di coesione 2021-2027 e con altre misure del PNRR, a sostegno della doppia transizione verde e digitale.
Strumenti consolidati di sostegno alle imprese
La Manovra di Bilancio 2026 punta anche a rinnovare strumenti già collaudati, che negli anni si sono dimostrati essenziali per la crescita delle imprese:
- Fondo di Garanzia per le PMI, che facilita l’accesso al credito;
- Contratti di sviluppo, destinati ai grandi progetti industriali e tecnologici;
- Accordi per l’innovazione, che favoriscono la collaborazione tra imprese su progetti di ricerca e sviluppo.
Il rafforzamento di queste misure, unito alle nuove agevolazioni, creerà un ecosistema più stabile e competitivo, in grado di accompagnare il sistema produttivo nella doppia transizione digitale ed ecologica.
Potenziamento degli IPCEI
Un’altra novità importante riguarda il potenziamento del fondo per i Progetti Importanti di Interesse Comune Europeo (IPCEI).
Le risorse aggiuntive andranno a sostenere non solo i progetti già inseriti nel PNRR — come Idrogeno 1, 2 e 4, Microelettronica 2, Infrastrutture digitali e servizi cloud — ma anche quelli finanziati solo con fondi nazionali, tra cui Idrogeno 3 e Sanità 1.
In questo modo, l’Italia rafforzerà il proprio ruolo nelle catene del valore strategiche europee.
Altre misure in arrivo
Sono previsti ulteriori stanziamenti per gli Accordi di innovazione e per la misura Net Zero, pensata per accelerare la transizione ecologica delle filiere produttive.
Per il comparto agroalimentare, in difficoltà per la perdita di competitività, verranno potenziati i Contratti di Filiera attraverso il Fondo Rotativo Contratti di Filiera (FCF) e introdotto un nuovo “Fondo Agrisolare”.
Verso una Transizione 5.0 evoluta
Il sottosegretario Massimo Bitonci ha confermato la volontà del Governo di sostenere la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese italiane, semplificando al contempo gli strumenti di accesso.
Due passaggi chiave renderanno più efficace la politica industriale nazionale:
– il superamento dei vincoli DNSH;
– l’inclusione delle imprese energivore nei meccanismi di incentivo.
Finanziare le nuove misure con risorse nazionali significa anche garantire maggiore autonomia, stabilità e tempi più rapidi.
La Manovra 2026 si configura quindi come un passo decisivo per consolidare i risultati ottenuti con Industria 4.0 e Transizione 5.0, e per proiettare il Paese verso un modello di sviluppo più digitale, sostenibile e competitivo.
Una nuova misura per gli investimenti tecnologici
Arriva infine l’attesa nuova misura strutturale a sostegno degli investimenti in tecnologie innovative.
A differenza del Piano Transizione 5.0, finanziato con fondi REPowerEU e vincolato alle regole europee, il nuovo strumento sarà basato su risorse nazionali, con procedure più semplici e tempi di attuazione più brevi.
Il vantaggio principale sarà il superamento del vincolo DNSH (Do No Significant Harm), che oggi esclude dai benefici molte imprese energivore — come acciaierie, cartiere e cementifici — pur essendo tra quelle che più necessitano di investimenti per ridurre l’impatto ambientale.
Con il nuovo incentivo, anche queste realtà potranno realizzare progetti di efficientamento energetico su larga scala, integrando tecnologie digitali e green nei processi produttivi.
Si tratta di un passo importante per la competitività del sistema industriale italiano.
Inoltre, la scelta di fondi nazionali consentirà di snellire le procedure e accelerare i tempi di erogazione, un aspetto particolarmente atteso dal mondo imprenditoriale.
Il futuro degli incentivi alle imprese non può più essere separato tra tecnologia e ambiente. Le due dimensioni devono procedere insieme: la digitalizzazione migliora l’efficienza dei processi, mentre la sostenibilità riduce costi ed emissioni.
Le intenzioni del MIMIT vanno in questa direzione: creare strumenti integrati che uniscano innovazione e sostenibilità, offrendo alle imprese italiane l’opportunità di crescere in modo competitivo, responsabile e duraturo.
È inoltre previsto il probabile rifinanziamento dei progetti F.A.R.O., a conferma della volontà di consolidare una politica industriale orientata alla continuità e alla crescita tecnologica.







