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BONUS TURISMO SOSTENIBILE 2026: DOMANDE DAL 15 LUGLIO

Aprile 30, 2026
in BANDI, Finanza Agevolata, News, Newsletter
BONUS TURISMO SOSTENIBILE 2026: DOMANDE DAL 15 LUGLIO
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RAMSES CONSULTING NEWS n. 779 – 05 aprile 2026 – AGGIORNAMENTO 22 giugno 2026

Green Tour: domande dal 15 luglio al 15 settembre 2026

Il Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo – Green Tour -, disciplinato dal Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 e dal Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026, è finalizzato a sostenere la crescita e la qualificazione dell’offerta turistica nazionale. La misura promuove interventi orientati alla destagionalizzazione dei flussi turistici, alla digitalizzazione del settore, al rafforzamento delle filiere turistiche, all’adozione dei criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) e allo sviluppo di un turismo più sostenibile.

La dotazione complessiva del Fondo ammonta a 109 milioni di euro, suddivisi tra 59 milioni destinati a contributi a fondo perduto e 50 milioni destinati a finanziamenti agevolati.

Una quota pari al 60% delle risorse è riservata alle PMI, con una percentuale minima del 25% dedicata alle micro e piccole imprese.

Presentazione della domanda

Le domande di agevolazione, complete della documentazione richiesta, potranno essere presentate a Invitalia, soggetto gestore della misura agevolativa, tramite la piattaforma informatica pubblicata sul sito www.invitalia.it, dalle ore 12:00 del 15 luglio 2026 alle ore 17:00 del 15 settembre 2026.

Per accedere alla procedura, il legale rappresentante dell’impresa dovrà autenticarsi tramite SPID, CNS o CIE e registrare l’azienda attraverso l’apposita funzione della piattaforma. In questa fase sarà inoltre possibile delegare altri soggetti alla presentazione della domanda.

La richiesta di agevolazione dovrà essere sottoscritta con firma digitale dai soggetti individuati dalla procedura, pena l’esclusione dall’istruttoria.

Per completare la presentazione della domanda è necessario disporre di un indirizzo PEC attivo e regolarmente registrato nel Registro delle Imprese.

Cos’è il Bonus Turismo Sostenibile

Il Fondo, istituito dalla Legge di Bilancio 2026, si configura come uno strumento agevolativo “misto”, pensato per attivare investimenti di medio-grande dimensione nel settore turistico.

A differenza dei bandi tradizionali, non si limita a concedere un contributo a fondo perduto, ma combina due leve finanziarie: da un lato una quota a fondo perduto, dall’altro un finanziamento agevolato. Questa struttura consente di ridurre il fabbisogno di capitale proprio delle imprese e, allo stesso tempo, di sostenere interventi più ambiziosi.

Nel concreto, il contributo copre fino al 30% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 4,5 milioni di euro per progetto, mentre il restante 70% è coperto tramite finanziamento agevolato, le cui condizioni saranno definite nel provvedimento attuativo.

Beneficiari e requisiti

La misura è destinata alle imprese turistiche di qualsiasi dimensione operanti sull’intero territorio nazionale e attive nei settori individuati dai codici ATECO previsti dall’articolo 5, comma 1, del Decreto 16 marzo 2026.

Possono accedere alle agevolazioni anche:

  • le imprese appartenenti ad altri settori economici, purché operative da almeno tre anni e in grado di dimostrare che oltre il 50% del proprio fatturato deriva da attività turistiche;
  • i proprietari delle strutture oggetto degli investimenti agevolati, a condizione che siano costituiti in forma d’impresa e si avvalgano dei requisiti posseduti dai gestori delle attività.

La misura si rivolge a un’ampia platea di operatori del settore turistico. Rientrano tra i beneficiari le imprese attive nei servizi di alloggio, nella ristorazione, nei servizi termali e benessere, nei parchi tematici e nell’organizzazione di eventi e congressi.

Sono inoltre ammesse le imprese estere che, al momento della presentazione della domanda, dispongano di una sede operativa in Italia e siano titolari di codice fiscale e partita IVA italiana.

Possono accedere anche imprese che non risultano formalmente inquadrate nei codici ATECO previsti, purché dimostrino, attraverso la documentazione contabile, di operare prevalentemente nel settore turistico da almeno tre anni.

È inoltre prevista la partecipazione in forma aggregata tramite contratti di rete, con un massimo di cinque imprese, a condizione che la rete sia costituita come “rete soggetto” da almeno tre anni e che tutti i partecipanti siano in possesso dei requisiti richiesti.

Dal punto di vista formale, le imprese devono:

  • essere iscritte al Registro delle Imprese da almeno 3 anni
  • avere sede in Italia (o impegnarsi a costituirla)
  • DURC regolare al momento della domanda
  • non trovarsi in condizioni di difficoltà ai sensi della normativa europea

Codici ATECO

Codici ATECO
55.10.00Servizi di alloggio di alberghi e simili
55.20.10Ostelli
55.20.20Rifugi e baite di montagna
55.20.41Bed and breakfast
55.20.42Servizi di alloggio in camere, case e appartamenti per vacanze
55.22.09Altri servizi di supporto al trasporto marittimo e per vie d’acqua interne
55.30.01Campeggi
55.30.02Villaggi turistici e alloggi glamping
55.30.03Aree attrezzate per veicoli ricreazionali
55.30.04Marina resort
55.90.00Altri servizi di alloggio
56.11.11Attività di ristoranti con servizio al tavolo, escluse gelaterie e pasticcerie
56.11.12Attività di ristoranti senza servizio al tavolo o da asporto, escluse gelaterie e pasticcerie
56.11.91Attività di ristoranti connesse alle aziende agricole
56.11.92Attività di ristoranti connesse alle aziende ittiche
56.21.01Attività di catering per eventi presso location dei clienti
56.21.02Attività di catering per eventi presso sale per banchetti
56.22.01Attività di servizi di catering su base contrattuale
56.22.02Altri servizi di ristorazione
96.23.10Servizi di centri termali
96.23.9Altri servizi di centri benessere, sauna e bagno di vapore
93.21.00Attività dei parchi di divertimento e dei parchi tematici
93.29.10Discoteche, sale da ballo e simili
93.29.20Gestione di stabilimenti balneari
82.30.0Organizzazione di convegni e fiere
82.30.01Organizzazione di conferenze e congressi

Agevolazione

Per garantire il rispetto della ripartizione delle risorse prevista dal Decreto 16 marzo 2026, le agevolazioni sono concesse secondo una composizione prestabilita che prevede una quota pari al 54% sotto forma di contributo a fondo perduto e una quota pari al 46% sotto forma di finanziamento agevolato.

Le agevolazioni previste dal decreto si configurano come uno strumento di tipo misto, che integra due diverse forme di sostegno.

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto fino a un massimo del 30% delle spese ammissibili, con un limite complessivo pari a 4,5 milioni di euro per ciascun progetto, a supporto delle imprese turistiche impegnate nel rafforzamento e nell’innovazione dell’offerta nazionale.

Accanto a questa componente, è previsto un finanziamento agevolato destinato a coprire la restante quota del 70% dell’investimento. Tale finanziamento è concesso a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento europeo vigente al momento della concessione, ha una durata massima di 5 anni ed è rimborsato mediante rate semestrali. È inoltre possibile richiedere un’anticipazione fino al 30% della quota di fondo perduto concessa, previa presentazione di adeguata fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

Il contributo può essere aumentato come segue:

  • +20% per micro e piccole imprese (o loro aggregazioni)
  • +10% per le medie imprese
  • +15% in caso di interventi con miglioramento dell’efficienza energetica pari ad almeno il 40%
  • +15% per investimenti situati nelle regioni del Mezzogiorno (zone ex art. 107.3.a TFUE)
  • +5% per le aree assistite ex art. 107.3.c (zone intermedie)

Il contributo sarà erogato in tre fasi:

  • Anticipazione: pari al 30% dell’agevolazione complessiva, erogata entro 30 giorni dalla firma del disciplinare, previa presentazione di garanzia fideiussoria
  • Tranche intermedia: fino al 70% dell’importo, in base allo stato di avanzamento dei lavori
  • Saldo finale: entro 150 giorni dalla presentazione della rendicontazione conclusiva del progetto

I programmi di investimento ammessi dovranno essere completati entro 24 mesi dalla data di concessione del contributo.

Cosa finanzia

La misura sostiene programmi di investimento di importo compreso tra 1 milione e 15 milioni di euro, avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.

Gli interventi ammissibili devono essere destinati prevalentemente al miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture turistiche e/o alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Rientrano in questa categoria, a titolo esemplificativo, la coibentazione degli edifici, la sostituzione di infissi e superfici vetrate, l’installazione di impianti ad alta efficienza energetica, la riqualificazione di piscine e aree wellness, nonché la realizzazione di impianti fotovoltaici, solari termici, geotermici, pompe di calore e sistemi di accumulo energetico.

Tali interventi, definiti “trainanti”, devono rappresentare almeno il 51% del valore complessivo degli investimenti ammissibili e possono essere integrati con ulteriori interventi “trainati”.

Tra gli investimenti trainati rientrano, tra gli altri:

  • digitalizzazione delle strutture e dei servizi turistici;
  • rafforzamento delle filiere turistiche;
  • interventi orientati alla sostenibilità e ai criteri ESG;
  • sistemi di automazione e monitoraggio intelligente dei consumi;
  • tecnologie finalizzate alla riduzione dell’utilizzo di energia;
  • ulteriori opere e servizi complementari al progetto principale.

Per le PMI sono inoltre ammissibili le spese per servizi di consulenza specialistica, mentre tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, possono beneficiare di consulenze in materia ambientale ed energetica.

Ogni impresa può presentare una sola domanda, riferita a un programma di investimento unitario e organico che può coinvolgere una o più strutture o unità locali.

I progetti agevolati dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione delle agevolazioni e, comunque, non oltre il 30 settembre 2028.

Investimenti ammessi

Sono considerati agevolabili i programmi di investimento finalizzati a rafforzare la competitività e il livello di innovazione del settore turistico. Gli interventi ammissibili riguardano diverse aree strategiche, accomunate dall’obiettivo di migliorare la qualità dell’offerta e la sostenibilità delle strutture.

Sono considerati agevolabili i programmi di investimento finalizzati a rafforzare la competitività e il livello di innovazione del settore turistico. Gli interventi ammissibili riguardano diverse aree strategiche, accomunate dall’obiettivo di migliorare la qualità dell’offerta e la sostenibilità delle strutture.

In particolare, rientrano tra le spese finanziabili:

  • Efficienza energetica, attraverso interventi come la coibentazione degli edifici, la sostituzione degli infissi, la realizzazione di pareti ventilate e giardini verticali, nonché l’installazione di caldaie a condensazione e sistemi di climatizzazione intelligente
  • Sostenibilità ambientale, mediante l’adozione di impianti fotovoltaici e solari termici, sistemi di accumulo per l’autoconsumo e soluzioni per il recupero delle acque piovane, con l’obiettivo di ridurre i consumi e migliorare le performance ambientali delle strutture
  • Digitalizzazione, con investimenti in cablaggio strutturato, infrastrutture tecnologiche avanzate, soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e sistemi di automazione e domotica degli edifici
  • Asset immateriali, tra cui l’acquisto o lo sviluppo di software, brevetti e licenze funzionali alla trasformazione digitale e innovativa
  • Riqualificazione dell’offerta, che include interventi su piscine, centri wellness, spazi congressuali e strutture dedicate all’accessibilità, finalizzati a migliorare i servizi e l’esperienza degli utenti
  • Destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso iniziative che rendano le strutture operative durante tutto l’anno, anche nei periodi di bassa stagione, mediante l’ampliamento dei servizi, lo sviluppo di attività indoor e la creazione di offerte tematiche
  • Sviluppo di filiere turistiche integrate, mediante collaborazioni tra strutture ricettive, produttori locali e operatori culturali, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e costruire un’offerta coordinata

I programmi di investimento devono prevedere una spesa complessiva compresa tra un milione e 15 milioni di euro.

Tipologia di spesa ammissibili

Per accedere al Fondo Turismo 2026 del MiTur, le imprese devono presentare un piano di investimento dettagliato, nel quale siano chiaramente individuati interventi finalizzati allo sviluppo e al rafforzamento dell’offerta turistica in Italia. In tale ambito rientrano anche iniziative orientate alla destagionalizzazione dei flussi, alla digitalizzazione dei servizi e alla sostenibilità ambientale.

Sono considerate ammissibili esclusivamente le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione. In particolare, rientrano tra i costi finanziabili:

  • Opere murarie e assimilate, funzionali a interventi di riqualificazione energetica, nel rispetto dei limiti previsti dal Regolamento GBER
  • Acquisto di impianti, attrezzature e macchinari nuovi di fabbrica
  • Acquisto o sviluppo di software, licenze, brevetti e know-how, coerenti con i processi di transizione digitale e sostenibile
  • Spese di consulenza, ammissibili esclusivamente per le PMI e nel limite massimo del 4% dell’importo complessivo agevolabile

I programmi di investimento devono essere orientati al miglioramento complessivo dell’offerta turistica sul territorio nazionale, con particolare attenzione a interventi in grado di favorire la destagionalizzazione, la digitalizzazione del settore, il rafforzamento delle filiere e il rispetto dei criteri ESG.

L’obiettivo della misura è quello di incrementare la competitività e il livello di innovazione delle imprese turistiche, sostenendo un’evoluzione strutturale del comparto.

Nel dettaglio

L’articolo 6 del decreto definisce un ampio catalogo di investimenti ammissibili, tutti riconducibili allo sviluppo dell’offerta turistica, alla sostenibilità e all’innovazione del settore.

Una prima area di intervento riguarda l’efficienza energetica degli immobili e degli impianti, con l’obiettivo di ridurre i consumi e migliorare le prestazioni energetiche delle strutture.
In questo ambito rientrano:

  • coibentazione dell’involucro edilizio
  • sostituzione di serramenti e superfici vetrate
  • realizzazione di pareti ventilate, tetti verdi e giardini verticali
  • sistemi di schermatura solare e climatizzazione passiva
  • efficientamento degli impianti (illuminazione, trasporti interni, piscine, ristorazione)
  • sostituzione di caldaie e sistemi di climatizzazione
  • interventi per la riduzione dei consumi idrici
  • rimozione dell’amianto, se funzionale all’intervento
  • ripristino e ricostruzione di edifici
  • installazione di pergotende bioclimatiche

Una seconda linea di investimento riguarda impianti e attrezzature nuovi di fabbrica finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale e al rafforzamento della sostenibilità.
Tra questi rientrano:

  • impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati all’autoconsumo
  • sistemi di accumulo energetico
  • tetti verdi
  • sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane

Una terza area è dedicata alla digitalizzazione degli edifici e dei servizi, con interventi orientati all’innovazione tecnologica e alla gestione intelligente delle strutture.
In particolare, sono ammissibili:

  • sistemi di automazione e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale
  • cablaggio interno e infrastrutture di rete
  • infrastrutture di ricarica
  • sistemi di building automation
  • interventi sugli impianti di riscaldamento e raffreddamento

Il decreto include inoltre la possibilità di finanziare interventi di riqualificazione dell’offerta, come piscine, impianti termali, centri wellness, spazi per eventi e congressi, purché finalizzati a rendere l’offerta turistica più ampia, accessibile, sostenibile e competitiva.

Sono infine ammissibili anche gli investimenti in asset immateriali, quali software, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate, purché connessi allo sviluppo di nuove tecnologie di prodotto o di processo.

Per le sole PMI è previsto inoltre il riconoscimento delle spese di consulenza strettamente collegate agli interventi, entro il limite massimo del 4% dell’importo complessivo ammissibile, sotto forma di contributo a fondo perduto.

Tempi, realizzazione e modalità di erogazione

I progetti finanziati dovranno essere completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028.

La fase di erogazione sarà cadenzata:

  • saldo finale dopo rendicontazione, con completamento delle erogazioni entro il 31 dicembre 2028.
  • anticipo del contributo a fondo perduto pari al 30%;
  • possibile stato di avanzamento fino all’80%.

Il procedimento di valutazione sarà articolato in una prima verifica formale dei requisiti e in una successiva fase di valutazione di merito, basata su criteri che verranno definiti dall’Avviso Pubblico.

Cause di revoca

La revoca dell’agevolazione può intervenire in diverse circostanze, tra cui:

  • cumulo non consentito di incentivi
  • violazioni della normativa vigente
  • dichiarazioni mendaci
  • mancato completamento del progetto
  • liquidazione o cessazione dell’attività
  • utilizzo non conforme dei beni agevolati
  • operazioni societarie non autorizzate
  • trasferimento dell’attività
  • mancato rispetto delle norme in materia di lavoro, sicurezza e ambiente
  • mancato rimborso del finanziamento

Il decreto distingue tra revoca totale e revoca parziale. Nei casi più gravi — come il mancato completamento del progetto, la cessazione dell’attività, il mancato rispetto degli obblighi previsti o il rifiuto dei controlli — la revoca è totale.

In altre situazioni, invece, come nel caso di cumulo segnalato spontaneamente o di utilizzo non autorizzato dei beni in misura limitata, la revoca può essere parziale e proporzionata all’indebito vantaggio ottenuto o al periodo di utilizzo non conforme.

Cumulabilità con altre misure

Le agevolazioni previste dal Fondo Turismo MiTur 2026 non sono cumulabili con altri incentivi pubblici concessi sulle medesime spese, inclusi quelli rientranti nel regime de minimis.

Fanno eccezione esclusivamente i benefici di natura fiscale e le misure di garanzia, a condizione che il cumulo avvenga nel rispetto dei limiti stabiliti dal Regolamento GBER.

Reti d’impresa

Possono presentare domanda anche le reti d’impresa costituite in forma di “rete soggetto”, composte da un massimo di cinque partecipanti e attive da almeno tre anni.

È inoltre ammessa la partecipazione dei proprietari delle strutture turistiche, previa autorizzazione formale del gestore. Tale previsione consente di includere anche interventi su immobili non direttamente detenuti dall’operatore, purché sia garantita la coerenza tra proprietà e gestione per tutta la durata dell’investimento.

Risorse disponibili

La dotazione complessiva della misura è pari a 109 milioni di euro, suddivisi tra:

  • 59 milioni di euro destinati ai contributi a fondo perduto
  • 50 milioni di euro andranno a coprire risorse i finanziamenti agevolati

Il meccanismo è pensato per generare un effetto leva sugli investimenti privati, rendendo sostenibili operazioni di riqualificazione e sviluppo che altrimenti sarebbero difficilmente realizzabili.

Sono inoltre previste maggiorazioni dell’intensità di aiuto in specifiche situazioni, ad esempio per le PMI, per gli interventi con elevato impatto energetico o per gli investimenti localizzati in aree del Mezzogiorno o in zone assistite.

Procedura di valutazione

Le agevolazioni saranno assegnate attraverso una procedura valutativa a graduatoria, con selezione delle domande sulla base dei criteri previsti dall’Avviso.

L’avvio dell’istruttoria avverrà seguendo l’ordine definito dalla graduatoria, elaborata in funzione dei punteggi attribuiti ai progetti secondo i criteri di valutazione indicati nell’Allegato 1 del Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026.

Per la formazione della graduatoria saranno considerate le informazioni, le dichiarazioni e la documentazione tecnica presentate dalle imprese in fase di domanda, fatta salva la successiva verifica della correttezza e della veridicità dei dati forniti.

Le domande ammesse in graduatoria ma prive di copertura finanziaria saranno temporaneamente sospese e potranno essere finanziate successivamente in caso di economie derivanti dalle istruttorie in corso o di eventuali rifinanziamenti della misura.

L’istruttoria di merito valuterà in particolare:

  • l’affidabilità tecnica, economica e finanziaria dell’impresa proponente;
  • gli elementi premiali previsti dall’Avviso;
  • la sostenibilità finanziaria del programma di investimento;
  • il livello di cantierabilità e maturità del progetto;
  • la pertinenza e la congruità delle spese previste.

Per le domande che supereranno positivamente la fase istruttoria, il Ministero del Turismo, con il supporto di Invitalia, procederà alla concessione delle agevolazioni mediante l’adozione del relativo provvedimento di ammissione al beneficio.

Conclusione

Il Bonus Turismo Sostenibile rappresenta una misura strategica per il rafforzamento del settore turistico italiano.

Più che un semplice incentivo, si configura come uno strumento pensato per accompagnare le imprese in un percorso di trasformazione strutturale, orientato alla qualità dell’offerta, alla sostenibilità e all’innovazione.

In attesa dell’apertura ufficiale dello sportello, le imprese interessate possono già iniziare a valutare e strutturare progetti di investimento coerenti con le finalità della misura.

Per approfondire

Decreto del Ministero del Turismo 16 marzo 2026
DD n.96263 del 18 giugno 2026

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