RAMSES CONSULTING NEWS n. 763 – 13 febbraio 2026
Agevolazioni nella Manovra 2026
Il nuovo sistema di incentivi
Con la Manovra 2026 prende forma un aggiornamento del quadro normativo relativo agli incentivi finanziari destinati agli investimenti privati nel comparto turistico.
Le misure previste non riguardano esclusivamente la realizzazione di infrastrutture turistiche, ma includono anche interventi finalizzati al miglioramento qualitativo e sostenibile dell’offerta nazionale, in linea con gli obiettivi di innovazione, digitalizzazione e criteri ESG.
Nel dettaglio, il comma 469 interviene sulla disciplina delle agevolazioni finanziarie per gli investimenti privati nel turismo, modificando quanto previsto dalla precedente legge di bilancio. Le finalità individuate dal legislatore risultano orientate a:
- sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica nazionale;
- favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici;
- incentivare la digitalizzazione delle imprese e il rafforzamento delle filiere, anche attraverso strumenti integrativi rispetto agli investimenti strutturali.
Il richiamo esplicito a destagionalizzazione, digitalizzazione dell’ecosistema turistico, sostenibilità e criteri ESG evidenzia la volontà di orientare le agevolazioni non solo verso investimenti tradizionali, ma anche verso progetti capaci di generare una trasformazione strutturale dell’offerta territoriale.
I potenziali beneficiari saranno presumibilmente le imprese private operanti nel settore turistico, comprese strutture ricettive, operatori dei servizi turistici, imprese della filiera e altri soggetti giuridici che realizzino investimenti conformi ai criteri che verranno definiti con decreto attuativo.
Il comma 469 non introduce direttamente nuove misure di sostegno, ma pone le basi per una revisione della governance degli incentivi, demandando al Governo la definizione di criteri, condizioni e modalità operative.
Le due principali leve di intervento: fondo perduto e Contratti di Sviluppo
Contributi a fondo perduto: 50 milioni nel triennio 2026–2028
La Manovra prevede uno stanziamento complessivo di 50 milioni di euro per il periodo 2026-2028 destinato a contributi diretti alle imprese. In base alle indicazioni attualmente disponibili, l’agevolazione potrebbe coprire fino al 60% delle spese ammissibili, in attesa delle disposizioni operative definitive.
Le modalità applicative saranno definite tramite decreto attuativo del Ministero del Turismo, di concerto con il MEF e previa intesa in Conferenza Stato-Regioni.
Contratti di Sviluppo: 550 milioni fino al 2029
Il secondo canale di intervento riguarda il rifinanziamento dei Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia, con una dotazione complessiva pari a 550 milioni di euro fino al 2029.
Per il settore turistico lo strumento è rivolto principalmente a progetti di maggiore dimensione, caratterizzati da soglie minime di investimento normalmente elevate, ma ridotte in presenza di interventi nelle aree interne o finalizzati al recupero di strutture dismesse.
L’intensità dell’aiuto può raggiungere il 70% degli investimenti ammissibili, nel rispetto della disciplina applicabile e delle valutazioni tecnico-amministrative previste.
La priorità delle misure
Il nuovo impianto normativo individua tre direttrici strategiche principali:
- destagionalizzazione, attraverso progetti capaci di distribuire i flussi turistici lungo l’intero arco dell’anno;
- digitalizzazione, tramite l’introduzione di tecnologie, sistemi gestionali evoluti e automazione dei processi;
- sostenibilità ed ESG, con interventi orientati all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale.
Contratti di filiera per il turismo
Il comma 470 rappresenta una delle novità più immediate per il settore. Lo stanziamento prevede 50 milioni di euro complessivi nel triennio 2026-2028, con una quota dell’1% destinata alle attività di gestione della misura. Le restanti risorse saranno erogate alle imprese sotto forma di contributi a fondo perduto.
Secondo la relazione tecnica allegata alla legge, il contributo potrà coprire fino al 60% dell’investimento ammissibile. Ad esempio, un intervento da 500.000 euro potrebbe beneficiare di un contributo fino a 300.000 euro senza obbligo di restituzione.
Il decreto attuativo dovrà essere adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Qualora i tempi vengano rispettati, le prime finestre per la presentazione delle domande potrebbero aprirsi già nella primavera del 2026.
Dal punto di vista fiscale, i contributi a fondo perduto rientrano generalmente nella base imponibile del beneficiario, salvo eventuali esenzioni specifiche. Sul piano degli aiuti di Stato, la compatibilità con la normativa europea dovrà essere verificata caso per caso, verosimilmente attraverso il regime de minimis o tramite autorizzazioni specifiche previste dal regolamento GBER.
Rifinanziamento dei Contratti di Sviluppo
Il comma 471 amplia l’intervento oltre il comparto turistico, rifinanziando i Contratti di Sviluppo gestiti da Invitalia, strumento centrale della politica industriale nazionale per il sostegno a grandi programmi di investimento.
Le soglie minime di investimento sono pari a 20 milioni di euro, ridotte a 7,5 milioni per progetti turistici localizzati nelle aree interne o finalizzati al recupero di strutture dismesse.
Le risorse previste sono:
- 250 milioni di euro per il 2027;
- 50 milioni di euro per il 2028;
- 250 milioni di euro per il 2029.
L’intensità dell’aiuto può arrivare fino al 70% degli investimenti ammissibili sotto forma di contributo a fondo perduto.
Lo strumento consente di finanziare il potenziamento dell’offerta ricettiva, la realizzazione di strutture polifunzionali, interventi di digitalizzazione e progetti di innovazione organizzativa. La sua particolarità risiede nella componente negoziale, che prevede un confronto diretto tra impresa proponente, Invitalia e Regioni interessate.
Attualmente, lo sportello per i programmi turistici risulta temporaneamente chiuso dal 1° luglio 2025 per effetto del Decreto Direttoriale del 23 giugno 2025. La riapertura potrebbe avvenire in concomitanza con il rifinanziamento previsto dalla nuova legge di bilancio.
Il superamento del fondo turismo 2025 da 110 milioni
Il fondo da 110 milioni previsto dalla precedente manovra per il turismo sostenibile e digitale è stato di fatto assorbito dalla nuova disciplina introdotta con la Manovra 2026.
La normativa precedente prevedeva:
- sostegno alla destagionalizzazione e digitalizzazione;
- promozione degli investimenti ESG;
- gestione potenzialmente affidata a Invitalia ed ENIT;
- definizione delle modalità operative tramite decreto ministeriale.
La nuova formulazione del comma 469 sostituisce integralmente la disciplina precedente, prevedendo l’adozione di un decreto interministeriale per definire criteri, condizioni e modalità di concessione delle agevolazioni.
Rifinanziamento del FUNT e semplificazione delle procedure
La Manovra interviene anche sul Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), sia per la componente corrente sia per quella in conto capitale.
L’obiettivo è semplificare l’iter di concessione dei finanziamenti, in particolare nelle fasi di riparto e assegnazione delle risorse, al fine di garantire una programmazione più efficiente e coerente con la nuova governance economica europea.
Il Fondo viene rifinanziato con 37,5 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028.
“Destinazione turistica di qualità”
Tra le nuove misure compare il riconoscimento di “Destinazione turistica di qualità”, destinato a valorizzare i territori che investono su qualità dei servizi, sostenibilità e accessibilità.
Il titolo sarà attribuito dal Ministero del Turismo a Comuni, Unioni di Comuni e isole minori con popolazione inferiore a 30.000 abitanti. Il riconoscimento avrà durata biennale e comporterà un supporto prioritario da parte di ENIT nelle attività di promozione.
La misura è accompagnata da uno stanziamento di 500.000 euro annui a partire dal 2026.
Fondi per il turismo digitale
È inoltre previsto un fondo da 250.000 euro annui, a decorrere dal 2026, per garantire l’efficienza dei servizi digitali del Ministero del Turismo migrati sul Polo Strategico Nazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’interoperabilità tra enti pubblici.
Parallelamente, viene istituito un fondo dedicato all’operatività del Tourism Digital Hub collegato all’ecosistema italia.it, con una dotazione di 4,2 milioni di euro per il 2026 e 3,5 milioni annui a partire dal 2027, al fine di assicurare la continuità dei servizi oltre la fase di finanziamento PNRR.
Cumulo con altri incentivi e aiuti di stato
La cumulabilità con altri incentivi dipenderà dalle disposizioni contenute nei decreti attuativi. In linea generale, il cumulo è consentito nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato.
Per le imprese del Mezzogiorno, potrebbe risultare particolarmente interessante la combinazione con strumenti come ZES Unica e Transizione 5.0, soprattutto in presenza di investimenti in beni 4.0 con efficientamento energetico.
Resta tuttavia necessario verificare il rispetto del limite massimo di copertura dei costi ammissibili e la corretta distinzione tra le spese finanziate.
Il nuovo regolamento UE 2023/2831 ha portato il plafond de minimis a 300.000 euro in tre anni, limite che molte imprese turistiche dovranno monitorare con attenzione.
Come prepararsi ai decreti attuativi
In attesa dei decreti attuativi, le imprese possono avviare attività preparatorie quali:
- pianificazione degli investimenti;
- raccolta di preventivi;
- verifica della regolarità contributiva e fiscale;
- analisi della capienza residua de minimis.
Per i progetti di dimensione rilevante, può essere opportuno valutare già ora la possibilità di accedere ai Contratti di Sviluppo, predisponendo business plan dettagliati e sostenibili.
Conclusioni
I commi 469-471 della Legge di Bilancio 2026 rappresentano un passaggio significativo nel rafforzamento delle politiche di sostegno agli investimenti nel settore turistico.
Le risorse disponibili e il rifinanziamento dei principali strumenti agevolativi aprono nuove opportunità per le imprese, pur lasciando aperti alcuni aspetti legati alla fase attuativa.
Come spesso accade, l’effettiva portata delle misure dipenderà dalla concreta applicazione operativa e dall’efficienza dei processi amministrativi.








