RAMSES CONSULTING NEWS n. 786 – 26 giugno 2026
MIMIT: 550 milioni per ricerca e innovazione
Le imprese di ogni dimensione del Mezzogiorno potranno contare su un nuovo pacchetto di agevolazioni da 505 milioni di euro destinato a sostenere l’innovazione attraverso la ricerca applicata, la transizione verde e digitale e la sperimentazione di soluzioni tecnologicamente avanzate. La misura è rivolta esclusivamente alle imprese localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’intervento mobilita complessivamente 505,8 milioni di euro, di cui 280 milioni sotto forma di finanziamenti agevolati a valere sul Fondo per la crescita sostenibile e 225,8 milioni di euro di contributi a fondo perduto derivanti da economie generate da precedenti programmi di incentivazione.
Il provvedimento finanzia progetti finalizzati alla realizzazione o al significativo miglioramento di prodotti, processi e servizi, con particolare attenzione allo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali. Una quota pari al 60% delle risorse disponibili è riservata alle PMI e alle reti d’impresa; all’interno di tale riserva, il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.
I programmi dovranno prevedere spese comprese tra 1 e 5 milioni di euro e una durata variabile da 18 a 36 mesi, prorogabile fino a sei mesi.
Il decreto e le risorse disponibili
È quanto prevede il decreto firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 19 maggio 2026, attualmente all’esame della Corte dei conti prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
La misura sostiene progetti collaborativi tra imprese, università, organismi di ricerca e altri soggetti qualificati attraverso una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che può arrivare a coprire fino all’80% delle spese ammissibili.
Tecnologie e ambiti di intervento
Per ottenere le agevolazioni, i progetti dovranno essere orientati alla realizzazione o al significativo miglioramento di prodotti, processi o servizi e concentrarsi sullo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali.
Tra gli ambiti tecnologici prioritari rientrano l’intelligenza artificiale, i big data, il cloud computing, la cybersicurezza, la blockchain, il supercalcolo, le tecnologie quantistiche, le tecnologie digitali avanzate e il deep tech.
Riapre lo sportello per ricerca e sviluppo
Con il nuovo decreto viene sostanzialmente riaperto uno sportello agevolativo che riprende le modalità operative già previste dal decreto ministeriale del 13 luglio 2023 relativo alla misura “Scoperta imprenditoriale” del PN RIC 2021-2027, il cui sportello si era chiuso l’8 febbraio 2024.
Le nuove risorse derivano dalle economie generate da precedenti interventi a sostegno della ricerca e sviluppo, ovvero da somme residue rese disponibili nell’ambito di precedenti programmazioni.
Come saranno assegnate le agevolazioni
L’assegnazione delle agevolazioni avverrà attraverso una procedura valutativa con graduatoria.
Le domande saranno esaminate sulla base di criteri legati alla qualità progettuale, alla capacità tecnico-organizzativa dei soggetti proponenti, alla sostenibilità economico-finanziaria dei programmi e all’impatto dell’investimento sul sistema produttivo.
I termini di apertura e le modalità di presentazione delle domande saranno definiti dal MIMIT con successivi provvedimenti.
Soggetti beneficiari
Possono richiedere le agevolazioni previste dal decreto, purché localizzati nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia:
- le imprese che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del Codice civile;
- le imprese artigiane;
- le imprese agroindustriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
- i centri e gli organismi di ricerca.
Progetti in forma collaborativa
I programmi possono essere presentati secondo una delle seguenti modalità alternative:
- progetto realizzato congiuntamente da non più di tre soggetti proponenti, di cui almeno una PMI, con l’obbligo per ciascun partecipante di sostenere almeno il 10% dei costi complessivi;
- progetto presentato da una PMI o da una piccola impresa a media capitalizzazione con il coinvolgimento di soggetti esterni, ciascuno dei quali contribuisce alle attività progettuali attraverso servizi di ricerca o consulenze specialistiche per un valore complessivo pari almeno al 10% dei costi del progetto.
I progetti ammissibili
I programmi agevolabili devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi oppure al miglioramento significativo di quelli esistenti.
Le attività dovranno essere sviluppate attraverso l’utilizzo delle tecnologie abilitanti fondamentali, tra cui:
- materiali avanzati e nanotecnologie;
- fotonica;
- micro e nanoelettronica;
- sistemi avanzati di produzione;
- tecnologie per le scienze della vita;
- intelligenza artificiale;
- connessione e sicurezza digitale.
I costi e le spese ammissibili devono essere compresi tra un minimo di 1 milione di euro e un massimo di 5 milioni di euro.
I progetti dovranno inoltre introdurre significativi avanzamenti tecnologici, non limitandosi alla sola fase di ricerca, e prevedere attività strettamente integrate tra loro in funzione degli obiettivi dichiarati.
Spese ammissibili
Sono ammesse le spese direttamente connesse alla realizzazione del progetto, tra cui:
- personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
- strumenti e attrezzature;
- servizi di consulenza specialistica e servizi di ricerca;
- spese generali imputabili alle attività progettuali;
- materiali e componenti utilizzati nello svolgimento delle attività previste.
Le agevolazioni
L’incentivo prevede una combinazione di finanziamento agevolato e contributo diretto alla spesa.
Finanziamento agevolato
È previsto un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili.
Il finanziamento potrà avere una durata compresa tra uno e otto anni, con un eventuale periodo di preammortamento fino a tre anni e senza obbligo di garanzie.
Contributo a fondo perduto
Il contributo diretto alla spesa varia in funzione della dimensione dell’impresa:
- fino al 40% per le piccole imprese;
- fino al 35% per le medie imprese;
- fino al 30% per le grandi imprese.
Alle agevolazioni possono accedere anche gli organismi di ricerca che partecipano ai progetti in partenariato con le imprese, limitatamente alla componente a fondo perduto.
Per tali soggetti è previsto:
- un contributo fino al 60% delle spese ammissibili per le attività di ricerca industriale;
- un contributo fino al 40% delle spese ammissibili per le attività di sviluppo sperimentale.
Riserva per PMI e reti d’impresa
Dei circa 505 milioni di euro disponibili, il 60% delle risorse è destinato alle PMI e alle reti d’impresa.
All’interno di questa quota, una riserva pari al 25% è destinata esclusivamente alle micro e piccole imprese, con l’obiettivo di favorire la partecipazione delle realtà imprenditoriali di minori dimensioni ai programmi di ricerca, sviluppo e innovazione.
Valutazione delle domande
L’assegnazione delle agevolazioni avverrà mediante una procedura valutativa con graduatoria.
Le proposte saranno esaminate sulla base della qualità progettuale, della capacità tecnico-organizzativa dei soggetti coinvolti, della sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa e degli effetti attesi sul rafforzamento del sistema produttivo e dell’ecosistema dell’innovazione del Mezzogiorno.








