RAMSES CONSULTING NEWS n. 753 – 14 gennaio 2026
Le novità del 2026
A partire dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il Nuovo Codice degli Incentivi, una riforma organica destinata a ridefinire complessivamente il sistema delle agevolazioni pubbliche rivolte a imprese, professionisti e lavoratori autonomi.
L’intervento normativo nasce dall’esigenza di superare la frammentazione che ha caratterizzato negli anni le politiche di sostegno, introducendo criteri omogenei, processi digitalizzati e un rafforzamento della trasparenza amministrativa.
Il Codice degli Incentivi, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 novembre 2025, rappresenta il nuovo quadro normativo di riferimento per l’armonizzazione della disciplina generale degli incentivi alle imprese.
La riforma definisce i principi fondamentali che regolano i procedimenti amministrativi e introduce il Sistema Incentivi Italia, un catalogo integrato di servizi digitali che unisce il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.
L’obiettivo è garantire semplificazione, uniformità e chiarezza delle procedure, individuando in modo puntuale le forme di agevolazione – come contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati e benefici fiscali o contributivi – nonché i criteri di programmazione, coordinamento (attraverso il Tavolo Permanente degli Incentivi) e revoca delle misure.
Digitalizzazione e interoperabilità: il Sistema Incentivi Italia
Uno degli elementi centrali del nuovo Codice è il rafforzamento della dimensione digitale.
La piattaforma Incentivi.gov.it e il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato costituiscono il perno del nuovo Sistema Incentivi Italia, concepito come un ecosistema unitario in grado di gestire e interconnettere bandi, procedure, controlli e flussi informativi.
Il Parlamento ha inoltre richiesto, con tempistiche definite per l’adozione dei protocolli tecnici necessari, un livello più elevato di interoperabilità con la Piattaforma Unica della Trasparenza Amministrativa.
L’obiettivo dichiarato è la creazione di un unico sportello digitale di riferimento per imprese, professionisti e amministrazioni pubbliche.
La semplificazione passa dal bando-tipo
Accanto all’infrastruttura digitale, il Codice introduce il bando-tipo, destinato a diventare il modello standard di riferimento per tutti gli avvisi pubblici.
Attraverso criteri uniformi in materia di ammissibilità, istruttoria, premialità e controlli, il bando-tipo mira a ridurre le difformità applicative. La Camera ha sollecitato una rapida approvazione del modello, accompagnata da un glossario nazionale condiviso.
Sono state inoltre richieste specifiche clausole di salvaguardia per i settori produttivi con caratteristiche peculiari e per le imprese operanti tramite cantieri o sedi temporanee, al fine di evitare penalizzazioni nella verifica dei requisiti.
Le indicazioni parlamentari hanno riguardato anche un alleggerimento delle restrizioni sulla delocalizzazione previste nelle versioni precedenti dei bandi, una maggiore certezza sui tempi di concessione ed erogazione delle agevolazioni e una disciplina più dettagliata delle cause di esclusione, con un allineamento al Codice dei contratti pubblici, in particolare per i requisiti penali, contributivi e fiscali.
Tra le ulteriori richieste figurano una regolamentazione puntuale della cumulabilità degli incentivi e una definizione rigorosa delle deroghe al bando-tipo, ammesse solo in presenza di oggettiva incompatibilità.
Struttura e ambito di applicazione del Codice degli Incentivi
Le disposizioni del Codice trovano applicazione anche nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano, nel rispetto dei rispettivi statuti. Le regioni a statuto ordinario sono tenute ad adeguare i propri ordinamenti alla nuova disciplina. Per gli incentivi cofinanziati con risorse europee o qualificabili come aiuti di Stato, restano ferme le normative dell’Unione europea.
Agevolazioni soggette alla nuova disciplina
Rientrano nell’ambito di applicazione del Codice le agevolazioni concesse in una delle forme previste dall’articolo 12. Il concetto di “agevolazione” è definito come il vantaggio economico previsto dal bando, finanziato con risorse pubbliche, che può assumere o meno la natura di aiuto di Stato.
Le principali forme di agevolazione comprendono:
- contributi a fondo perduto (in conto impianti, conto capitale, diretti alla spesa, in conto esercizio o in conto interessi);
- garanzie su operazioni finanziarie;
- finanziamenti agevolati e altri strumenti rimborsabili;
- interventi nel capitale di rischio, in equity o quasi equity;
- agevolazioni fiscali e contributive;
- ulteriori forme disciplinate dai singoli bandi.
Sono invece esclusi dal Codice gli incentivi fiscali diversi da quelli fruiti sotto forma di credito d’imposta, nonché gli incentivi fiscali in materia di accisa.
Il Sistema Incentivi Italia: RNA e Incentivi.gov.it
Per dare concreta attuazione ai principi di digitalizzazione, semplificazione e uniformità procedurale, viene istituito il sistema Incentivi Italia, un catalogo integrato di servizi resi disponibili dal Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e dalla piattaforma Incentivi.gov.it.
Il sistema accompagna l’intero ciclo di vita dell’incentivo e mette a disposizione servizi quali:
- la predisposizione, l’aggiornamento e la pubblicazione del Programma degli incentivi;
- l’elaborazione di schemi standard di bando;
- un sistema di classificazione delle voci di spesa per uniformare i riferimenti;
- funzionalità per l’accesso agli incentivi e per il controllo dei titoli di spesa, anche in relazione ai divieti di cumulo;
- strumenti per la diffusione delle informazioni sugli incentivi e sugli esiti delle valutazioni;
- servizi di verifica e certificazione telematica preventiva dei requisiti di accesso delle imprese proponenti.
Gli obiettivi della riforma
Il nuovo Codice si propone di realizzare:
- la digitalizzazione e l’interoperabilità dei processi attraverso piattaforme uniche;
- la semplificazione amministrativa delle procedure di accesso;
- una programmazione strategica degli incentivi e un monitoraggio sistematico dei risultati;
- la parità di accesso alle agevolazioni per imprese e professionisti;
- una maggiore trasparenza, con criteri oggettivi di valutazione e controllo.
Finalità che puntano non solo a ridurre tempi e costi burocratici, ma anche a garantire maggiore certezza normativa a chi intende investire, innovare o crescere.
Struttura e contenuti del Codice Incentivi 2026
Il decreto legislativo si compone di una serie di articoli che disciplinano regole, procedure e responsabilità nell’ambito delle agevolazioni rivolte ai soggetti economici.
Sistema Incentivi Italia
Fulcro della riforma è l’istituzione di un sistema digitale integrato – il Sistema Incentivi Italia – che collega banche dati e piattaforme come Incentivi.gov.it e il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.
Il sistema consente alle imprese di consultare le misure disponibili, presentare le domande e monitorare l’iter delle agevolazioni in modo più semplice e trasparente.
Programmazione degli incentivi
Ogni amministrazione pubblica è ora chiamata a predisporre un Programma degli incentivi contenente obiettivi, cronoprogramma e quadro finanziario. Questo approccio favorisce una visione strategica di medio-lungo periodo, superando la logica di interventi episodici e poco coordinati.
Bando-tipo
Tra gli strumenti più rilevanti figura il bando-tipo, un modello standard per tutti gli avvisi di agevolazione, volto a uniformare requisiti soggettivi e oggettivi, modalità di accesso, criteri di valutazione, controlli e rendicontazione. L’obiettivo è migliorare la prevedibilità e la comparabilità tra le diverse misure.
Controlli, revoche e monitoraggio
Il Codice definisce regole più chiare in materia di controlli amministrativi e tecnici, nonché criteri per la revoca o il recupero delle agevolazioni in caso di inadempienze. È inoltre previsto un monitoraggio continuo delle misure, sotto il profilo finanziario ed economico.
Codice Incentivi 2026: impatti su PMI e professionisti
Una delle principali novità riguarda l’equiparazione dei lavoratori autonomi alle PMI ai fini dell’accesso alle agevolazioni. Salvo specifiche incompatibilità, anche i professionisti potranno accedere alle stesse misure, con requisiti più semplici rispetto al passato.
Il Codice introduce inoltre meccanismi premiali e risorse riservate a determinate categorie di imprese e microimprese, con particolare attenzione a criteri quali rating di legalità, pari opportunità di genere, inclusione sociale e occupazione.
Grazie alla centralizzazione delle informazioni e all’utilizzo di strumenti digitali interoperabili, le imprese dispongono finalmente di una piattaforma unica per consultare bandi, requisiti e modulistica, nonché per monitorare lo stato delle domande presentate.
Un’ulteriore innovazione di rilievo è l’inclusione strutturale – e non più episodica – dei lavoratori autonomi e dei professionisti nel sistema degli incentivi. Il Codice li ricomprende stabilmente, in quanto assimilati alle microimprese, nella riserva pari al 60% delle risorse che ciascun bando dovrà destinare alle PMI.
Click day e comunicazioni preventive: cosa resta
Nonostante le osservazioni formulate dalla X Commissione, il ricorso al click day rimarrà possibile in casi specifici. Si tratta di una modalità di assegnazione delle risorse ampiamente criticata, in quanto privilegia la rapidità di presentazione delle domande rispetto alla qualità dei progetti.
Per quanto riguarda le comunicazioni obbligatorie preventive per i crediti d’imposta privi di istruttoria, anche su questo punto il Parlamento aveva espresso perplessità, ritenendo tali adempimenti potenzialmente onerosi per l’utilizzo degli incentivi automatici.
Tuttavia, la disciplina che impone la comunicazione preliminare – già prevista per numerose misure – resta confermata, in coerenza con l’impostazione del Codice che prevede un sistema organico di valutazione dell’efficacia degli incentivi basato su indicatori di performance e monitoraggi periodici.
Cosa resta fuori dal Codice
Non tutte le forme di incentivazione sono ricomprese nel nuovo Codice. In particolare, gli incentivi fiscali automatici, come i crediti d’imposta e altri meccanismi fiscali analoghi, nonché alcuni incentivi contributivi, continuano a essere disciplinati dalle rispettive normative settoriali, pur rientrando nel quadro complessivo delle agevolazioni.
Questa distinzione è rilevante perché comporta che alcune misure, soprattutto di natura fiscale, continueranno a operare secondo regole consolidate, mentre il Codice si concentra principalmente sulle agevolazioni a bando e su quelle soggette a istruttoria.







