RAMSES CONSULTING NEWS n. 754 – 26 gennaio 2026
Dal 19 gennaio al 21 aprile 2026
Le novità introdotte dal decreto 15 gennaio 2026
A decorrere dal 19 gennaio 2026 è possibile presentare domande di agevolazione finalizzate al rafforzamento della capacità produttiva nelle tecnologie pulite previste dalla sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (Cisaf), nel rispetto dei vincoli connessi alle risorse PNRR.
Per tali interventi, su richiesta delle imprese, potranno essere applicate le condizioni più favorevoli previste dalla stessa sezione 6 del Cisaf, estese allo strumento dei Contratti di sviluppo a seguito del decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 24 novembre 2025.
In base al nuovo regime di aiuti, i programmi di sviluppo devono essere orientati a:
- produzione, anche mediante l’impiego di materie prime seconde, dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette indicati nell’allegato n. 1 del decreto ministeriale 24 novembre 2025;
- realizzazione, anche con materie prime secondarie, dei principali componenti specifici elencati nel medesimo allegato n. 1;
- produzione di materie prime critiche, sia nuove sia recuperate, necessarie alla realizzazione dei prodotti finali o dei componenti sopra citati.
Possono inoltre beneficiare delle agevolazioni programmi di sviluppo riguardanti:
- produzione di componenti chiave, dettagliati nell’allegato n. 1 del decreto direttoriale del 14 giugno 2024;
- produzione di macchinari e attrezzature funzionali alla realizzazione dei dispositivi per la transizione ecologica;
- recupero delle materie prime critiche, individuate nell’allegato n. 2 del decreto, indispensabili per la produzione dei dispositivi e dei relativi componenti.
I programmi devono in ogni caso prevedere interventi in grado di determinare un incremento della capacità produttiva o di recupero rispetto a quella già esistente.
Agevolazioni (Regime CISAF)
| Zone “a” Regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) | Zone “c” Regioni Centro-Nord (solo comuni in carta aiuti 2022-2027) | Fuori Carta degli aiuti Regioni Centro-Nord (comuni fuori carta aiuti 2022-2027) | |
| Piccola Impresa | 55% | 40% | 35% |
| Media Impresa | 45% | 30% | 25% |
| Grande Impresa | 35% | 20% | 15% |
La scadenza del 21 aprile 2026
Un aspetto di particolare rilievo è la definizione del termine finale per la presentazione delle domande, fissato al 21 aprile 2026.
Oltre tale data non sarà più possibile presentare istanze a valere sullo sportello agevolativo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie”, attivato con decreto del 14 giugno 2024 e operativo dal 27 giugno dello stesso anno.
Chi può partecipare
Possono accedere alle agevolazioni le imprese che presentano programmi di sviluppo industriale e programmi di sviluppo per la tutela ambientale, eventualmente accompagnati da progetti di ricerca, sviluppo e innovazione.
Lo sportello è aperto sia alle nuove domande di Contratto di sviluppo, sia – previa presentazione di specifica istanza da parte del soggetto proponente – alle domande di Contratto di sviluppo già presentate a Invitalia, il cui iter risulti sospeso, alla data della richiesta, per insufficienza di risorse finanziarie.
Possono presentare domanda le imprese che realizzano, singolarmente o in forma aggregata, un programma di sviluppo industriale o ambientale, eventualmente integrato da attività di ricerca, sviluppo e innovazione. L’accesso è consentito sia per nuove istanze sia per domande già presentate e sospese per carenza di fondi.
Beneficiari
I beneficiari delle agevolazioni, fino a un massimo complessivo di 5 imprese, sono:
- l’impresa proponente, responsabile della promozione dell’iniziativa e della coerenza tecnica ed economica del Contratto;
- le eventuali imprese aderenti, che realizzano gli investimenti previsti dal Contratto;
- i soggetti coinvolti nei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, se presenti.
Requisiti anagrafici e formali
Soggetto proponente: impresa; sono ammesse iniziative presentate da una o più imprese in forma coordinata nell’ambito del Contratto di sviluppo.
Ambito di attività del richiedente: l’ammissibilità è subordinata alla coerenza del programma di sviluppo con le filiere individuate
– tecnologie per la transizione ecologica: batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori, CCUS
– produzione di componenti chiave di cui all’Allegato 1
– recupero di materie prime critiche indicate nell’Allegato 2.
Non sono previste liste ATECO obbligatorie o esclusioni settoriali, salvo la coerenza progettuale.
Il programma di sviluppo deve generare capacità produttiva o di recupero aggiuntiva rispetto a quella esistente.
Gestore della misura: Invitalia, tramite presentazione telematica nella sezione dedicata ai Contratti di sviluppo.
Regimi di aiuto applicabili: disciplina dei Contratti di sviluppo (DM 9/12/2014) con possibilità, su richiesta dell’impresa, di applicazione dei regimi specifici richiamati (sezione 6 CISAF – DM 24/11/2025 e regime SA.120488), nei limiti previsti.
Elementi da verificare
– Eventuali soglie minime di investimento e requisiti dimensionali o economico-finanziari propri dei Contratti di sviluppo;
– eventuali specifiche relative alla sede legale o operativa in Italia (non esplicitate nei testi disponibili);
– ulteriori requisiti amministrativi, quali iscrizione al Registro delle imprese, regolarità contributiva e fiscale, assenza di cause di esclusione.
Cosa finanzia
Sono finanziabili progetti di sviluppo industriale e di tutela ambientale ed eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro, realizzati da una o più imprese.
La finalità è il rafforzamento delle filiere produttive delle tecnologie per la transizione ecologica, tra cui:
- batterie;
- pannelli solari;
- turbine eoliche;
- pompe di calore;
- elettrolizzatori;
- dispositivi per la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCUS).
I programmi di sviluppo possono inoltre riguardare:
- Produzione di componenti chiave
Elencati nell’Allegato 1 del Decreto, nonché dei macchinari e delle attrezzature necessari alla realizzazione dei dispositivi sopra indicati.
Ai fini dell’accesso alle agevolazioni, tali componenti devono essere utilizzati prevalentemente come input diretto per la produzione dei dispositivi.
L’impresa è tenuta a dimostrare che almeno il 50% del fatturato generato dal programma derivi da rapporti con imprese produttrici di tecnologie per la transizione ecologica. - Recupero delle materie prime critiche
Indicate nell’Allegato 2, necessarie alla produzione dei dispositivi e dei componenti chiave.
Tutti i programmi devono determinare un incremento della capacità produttiva o di recupero rispetto all’esistente.
In base a quanto stabilito dal decreto direttoriale del 15 gennaio 2026, possono accedere allo sportello – su richiesta dell’impresa, dal 19 gennaio 2026 – anche i Contratti di sviluppo relativi a programmi industriali coerenti con le finalità del decreto 24 novembre 2025 (CISAF), beneficiando dei relativi massimali agevolativi.
Programmi di sviluppo ammissibili
Sono ammissibili programmi di investimento finalizzati:
- alla produzione dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette;
- alla produzione dei principali componenti specifici delle stesse tecnologie;
- alla produzione o al recupero di materie prime critiche necessarie alla realizzazione dei prodotti finali o dei componenti.
Risorse
Le risorse disponibili ammontano a 1.738.770.155 euro.
Ripartizione delle risorse (DD 14/06/2024, art. 1, c.3):
– €1.225.000.000 a valere su PNRR M1C2 – Investimento 7, sub-investimento 1;
– €513.770.155 a valere su PNRR M2C2 – Investimento 5.1 (Rinnovabili e Batterie), di cui:
- €308.620.842 per tecnologie fotovoltaiche ed eoliche;
- €205.149.313 per il settore delle batterie.
Una quota pari al 40% delle risorse è riservata a progetti da realizzare nelle Regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto impianti e finanziamento agevolato, anche in combinazione, fino a una copertura massima del 75% delle spese ammissibili.
Nel rispetto del regime di aiuto CISAF, le intensità massime sono pari a:
- 15% nelle aree non incluse nella Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale (massimo 150 milioni di euro per progetto);
- 20% nelle zone C (massimo 200 milioni di euro per progetto);
- 35% nelle zone A (massimo 350 milioni di euro per progetto).
Le intensità sono incrementate di:
- 20 punti percentuali per le piccole imprese;
- 10 punti percentuali per le medie imprese.
Le agevolazioni sono concedibili fino al 31 dicembre 2030 e risultano cumulabili con altri aiuti di Stato o fondi UE, nel rispetto dei massimali previsti.
Le agevolazioni possono assumere la forma di finanziamento agevolato, contributo in conto interessi e contributo diretto alla spesa (per i progetti di ricerca e sviluppo).
Le imprese possono inoltre richiedere l’accesso alle agevolazioni nei limiti previsti dal Titolo III del DM 14 settembre 2023 e dal relativo regime di aiuto approvato a sostegno degli investimenti verso un’economia a zero emissioni nette (SA.112546 (2023/N) – Italy), nell’ambito della sezione 2.8 del Quadro temporaneo di crisi e transizione.
Tecnologie ammissibili
Rientrano, tra le principali tecnologie a zero emissioni nette:
- tecnologie solari;
- energia eolica onshore e offshore;
- batterie e sistemi di accumulo dell’energia;
- pompe di calore e tecnologie geotermiche;
- tecnologie dell’idrogeno;
- biogas e biometano sostenibili;
- cattura e stoccaggio del carbonio (CCS);
- reti elettriche;
- energia da fissione nucleare;
- tecnologie idroelettriche;
- altre tecnologie per le energie rinnovabili;
- tecnologie per l’efficienza energetica del sistema;
- combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO);
- soluzioni biotecnologiche per clima ed energia;
- tecnologie industriali per la decarbonizzazione;
- tecnologie di trasporto e utilizzo della CO₂;
- sistemi di propulsione eolica ed elettrica per i trasporti;
- altre tecnologie nucleari.
Per approfondimenti










