RAMSES CONSULTING NEWS n. 751 – 9 gennaio 2026
Fondo perduto per impianti fotovoltaici
È stato pubblicato il nuovo bando della misura PNRR “Parco Agrisolare”, che mette a disposizione una dotazione complessiva di 789 milioni di euro per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
L’intervento consente alle imprese di ridurre i costi energetici valorizzando le coperture esistenti, senza sottrarre superfici alla produzione agricola.
Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo 2026 e fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026.
Parallelamente, sono stati destinati ulteriori 800 milioni di euro allo sviluppo dell’agrivoltaico. La Commissione europea ha infatti autorizzato una nuova rimodulazione delle risorse a favore degli investimenti in impianti fotovoltaici realizzati sulle strutture aziendali — come stalle, capannoni, serre e altre infrastrutture — sempre nel rispetto del principio di non consumo di suolo agricolo.
Le successive rimodulazioni hanno progressivamente incrementato la dotazione finanziaria della misura, passata dagli iniziali 1,5 miliardi di euro a 2,3 miliardi, fino a superare oggi i 3,1 miliardi di euro complessivi.
Cos’è il dispositivo Parco Agrisolare
Il Dispositivo Parco Agrisolare prevede interventi finalizzati alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici destinati ad attività produttive nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
La misura è finanziata nell’ambito del PNRR – Missione 2, Componente 1, Investimento 4 “Facility Parco Agrisolare”.
Per questa iniziativa sono stati stanziati complessivamente 789 milioni di euro, destinati in larga parte all’acquisto e all’installazione di moduli fotovoltaici sulle coperture dei fabbricati strumentali all’attività agricola.
La misura non si limita al solo fotovoltaico: tra le spese ammissibili rientrano anche i sistemi di accumulo, i dispositivi di ricarica per la mobilità sostenibile e una serie di interventi accessori, tra cui l’isolamento termico delle coperture e la realizzazione di sistemi di aerazione.
Ripartizione delle risorse
Le risorse disponibili sono così suddivise:
- 473 milioni di euro per i progetti presentati dalle imprese della produzione agricola primaria;
- 150 milioni di euro per le imprese attive nella trasformazione dei prodotti agricoli;
- 10 milioni di euro per le imprese che trasformano prodotti agricoli in prodotti non agricoli;
- 140 milioni di euro per le imprese di produzione agricola primaria senza vincoli di autoconsumo.
In ogni caso, almeno il 40% delle risorse complessive è riservato ai progetti localizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
Beneficiari
Possono accedere agli incentivi Parco Agrisolare gli stessi soggetti già ammessi nelle precedenti edizioni della misura, ovvero:
– imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria;
– imprese agroindustriali;
– cooperative agricole che svolgono attività ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile e cooperative o consorzi di cui all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 18 maggio 2001 n. 228;
– i soggetti sopra indicati costituiti in forma aggregata, quali associazioni temporanee di imprese (ATI), raggruppamenti temporanei di impresa (RTI), reti d’impresa o comunità energetiche rinnovabili (CER).
Il decreto prevede una priorità in fase di selezione per i progetti che non hanno già beneficiato della misura “Parco Agrisolare” e per i soggetti iscritti alla Rete agricola di qualità.
Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA con un volume d’affari annuo inferiore a 7 mila euro, fatta eccezione per il soccidario qualora il valore del contratto di soccida superi tale soglia nell’anno precedente alla domanda.
Il beneficiario deve:
- avere la disponibilità dei fabbricati oggetto dell’intervento;
- sostenere direttamente i costi degli investimenti;
- disporre dell’immobile funzionale all’esercizio dell’attività agricola.
Ai fini di una corretta presentazione della domanda, la misura prevede un preciso percorso di classificazione: l’impresa è tenuta innanzitutto a individuare la Tabella di appartenenza (da 1A a 4A) e successivamente a indicare il proprio codice ATECO prevalente.
L’Allegato B chiarisce inoltre che, qualora il codice ATECO prevalente non coincida espressamente con quelli riportati nelle Tabelle, è comunque possibile procedere allegando idonea documentazione a supporto della corretta classificazione nella Tabella prescelta. Tale documentazione potrà essere inserita nell’apposita sezione dedicata (“Altra documentazione ritenuta utile”), al fine di motivare e giustificare l’inquadramento richiesto.
In sintesi, la classificazione per Tabelle è così articolata:
- Tabella 1A: aziende agricole attive nella produzione primaria;
- Tabella 2A: imprese attive nella trasformazione di prodotti agricoli;
- Tabella 3A: imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e altre imprese;
- Tabella 4A: aziende agricole in produzione primaria che eccedono il limite di autoconsumo/autoconsumo condiviso.
Tipologia di agevolazione
La forma dell’aiuto resta invariata: contributi in conto capitale, cumulabili con altri aiuti di Stato o finanziamenti pubblici sugli stessi costi, nel rispetto dei limiti massimi di intensità di aiuto e del divieto di doppio finanziamento.
Per gli impianti fotovoltaici è confermato il limite massimo di spesa pari a 1.500 euro/kWp. Il decreto specifica inoltre che, nell’ambito degli Avvisi, potranno essere aggiornati i massimali relativi ai sistemi di accumulo e ai dispositivi di ricarica elettrica, tenendo conto dell’andamento dei prezzi di mercato.
Aliquote e contributo
Il bando distingue i beneficiari in diverse categorie, ciascuna con specifiche percentuali di agevolazione.
– Produzione agricola primaria: contributo fino all’80% della spesa ammissibile, in particolare per impianti destinati all’autoconsumo;
– Trasformazione di prodotti agricoli: intensità di aiuto elevata, con aliquote che possono arrivare all’80%;
– Settore agroindustriale (trasformazione da agricolo a non agricolo): aliquote generalmente comprese tra il 30% e il 50%, in funzione della localizzazione e della dimensione dell’impresa.
Per le regioni del Mezzogiorno è confermata la riserva del 40% delle risorse complessive, al fine di ridurre il divario infrastrutturale.
Il contributo è concesso in conto capitale, l’intensità massima varia a seconda della categoria di impresa e del vincolo di autoconsumo.
| Categoria di Beneficiario (Allegato A) | Vincolo di Autoconsumo | Intensità di Aiuto | Intensità Massima con Maggiorazioni |
|---|---|---|---|
| Tabella 1A – Aziende Agricole (Produzione primaria) | Con vincolo di autoconsumo (obiettivo primario) | 80% della spesa ammissibile | 80% |
| Tabella 2A – Imprese di trasformazione di prodotti agricoli | Non soggetto a vincolo di autoconsumo | 80% della spesa ammissibile | 80% |
| Tabella 4A – Aziende Agricole (Produzione primaria) | Senza vincolo di autoconsumo (progetti eccedenti) | Base: 30% dei costi ammissibili | Fino al 65% |
| Tabella 3A – Imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli | Non soggetto a vincolo di autoconsumo | Base: 30% dei costi ammissibili | Fino al 65% |
Novità del bando
Le principali novità attese riguardano le priorità di accesso, con:
- maggiore attenzione ai territori del Sud e alle aree svantaggiate;
- rafforzamento della priorità per i progetti in autoconsumo, anche condiviso;
- valorizzazione degli interventi che prevedono la rimozione dell’amianto e il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici.
Ulteriori indicazioni tecniche suggeriscono l’esclusione dal nuovo bando delle imprese già assegnatarie che, nei precedenti avvisi, non hanno realizzato l’intervento né formalizzato correttamente la rinuncia.
L’obiettivo è favorire progetti immediatamente cantierabili e compatibili con le tempistiche del PNRR.
In attesa della pubblicazione del testo definitivo, le imprese possono già:
- verificare la propria posizione nelle graduatorie precedenti;
- controllare la documentazione tecnica disponibile;
- valutare il corretto dimensionamento degli impianti e le opportunità di autoconsumo.
Interventi finanziabili
| Tipologia di spesa | Descrizione / Massimale | Note |
|---|---|---|
| Fotovoltaico | Acquisto e posa in opera di moduli, inverter, software di gestione e componenti | Limite massimo 1.500,00 €/kWp |
| Sistemi di accumulo | Acquisto e installazione di sistemi di accumulo | Fino a 1.000,00 €/kWh – Spesa massima 100.000,00 €. Non ammessi per impianti FV già esistenti |
| Rimozione amianto / Opere edili | Demolizione, ricostruzione e materiali per isolamento termico e aerazione | Limite massimo 700,00 €/kWp |
| Ricarica elettrica | Dispositivi di ricarica per la mobilità sostenibile e per macchine agricole | Limite massimo ammissibile 30.000,00 € |
| Spese professionali | Progettazione, asseverazioni, direzione lavori, collaudi e costi per l’elaborazione dell’istanza (se affidati a soggetti esterni) | Ammissibili nei limiti massimi previsti |
| IVA | Imposta sul Valore Aggiunto | Ammissibile solo se non recuperabile |
Priorità di accesso: criteri di ordinamento delle domande
L’Avviso prevede che le domande siano esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione (criterio di anteriorità). Tuttavia, ai fini dell’assegnazione delle risorse, trovano applicazione specifici criteri di priorità che incidono sull’accesso ai fondi disponibili.
In particolare, è riconosciuta priorità ai progetti che non siano stati ammessi nelle precedenti edizioni della misura “Parco Agrisolare” o per i quali sia intervenuta rinuncia formalizzata. Ulteriore preferenza è attribuita alle iniziative localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, fino al raggiungimento delle quote di riserva dedicate, nonché alle imprese iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità.
Sotto il profilo tecnico, assumono rilievo anche i requisiti qualitativi ed energetici degli impianti proposti. È infatti prevista una priorità per i progetti che utilizzano moduli fotovoltaici prodotti da soggetti iscritti al Registro ENEA e rientranti nelle categorie B o C, in coerenza con i criteri di efficienza e sostenibilità previsti dall’Avviso.
Massimali e costi specifici
| Voce | Massimale / Costo specifico | Note |
|---|---|---|
| Spesa massima ammissibile per beneficiario | 2.260.000 € | Massimale complessivo per singolo beneficiario |
| Intervento Fotovoltaico (FV) | Fino a 1.500.000 € | Quota massima riferita all’impianto fotovoltaico |
| Costi specifici FV | 1.500 €/kWp (Categorie B o C) 1.000 €/kWp (Categoria A) | Importi variabili in base alla categoria dei moduli (produttori iscritti al Registro ENEA) |
| Interventi complementari | Fino a 700.000 € | Massimale per interventi accessori collegati al FV |
| Contributo aggiuntivo (Regolamento Operativo) | Fino a 700 €/kWp | Previsto come integrazione al contributo principale |
| Sistemi di accumulo (BESS) | Fino a 50.000 € | Massimale per sistemi di storage, se inclusi nel progetto |
| Dispositivi di ricarica | Fino a 10.000 € | Massimale per infrastrutture o dispositivi di ricarica, se previsti |
Dotazione finanziaria e operatività
La dotazione complessiva della misura ammonta a 789 milioni di euro, interamente finanziati dal PNRR.
Il bando opera a sportello, con valutazione delle domande in ordine cronologico di presentazione, nel rispetto del principio DNSH (“Do No Significant Harm”).
Il MASAF pubblicherà uno o più bandi attuativi fino a esaurimento delle risorse. I progetti ammessi dovranno essere conclusi e rendicontati entro 18 mesi dalla concessione del contributo.
Alla luce dell’esperienza delle precedenti edizioni, è consigliabile attivarsi per tempo, considerata la complessità degli adempimenti e della documentazione tecnica richiesta.
Tempi di realizzazione e rendicontazione
I progetti ammessi al finanziamento devono essere completati entro 18 mesi dalla data di adozione dell’atto di concessione, salvo eventuale proroga motivata e autorizzata dal GSE. In ogni caso, il completamento degli interventi e la relativa rendicontazione dovranno avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2028.
Al fine di evitare dichiarazioni di irricevibilità o richieste di integrazione in fase istruttoria, è opportuno predisporre con anticipo tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria già prima dell’apertura dello sportello.
Tra gli allegati generalmente richiesti rientrano:
- lo schema unifilare dell’impianto;
- un dossier fotografico “ante operam” delle coperture e dei fabbricati interessati;
- la documentazione attestante i consumi elettrici (bollette o fatture).
In caso di autoconsumo condiviso, la medesima documentazione dovrà essere prodotta anche dalle imprese partecipanti all’aggregazione. Qualora sia presente un impianto già esistente, potrà essere richiesta l’eventuale attestazione CENSIMP. Inoltre, ai fini del corretto dimensionamento e della verifica della producibilità, dovrà essere allegato il report PVGIS redatto in conformità al Regolamento Operativo.
Presentazione della domanda
Le istanze, redatte secondo le disposizioni del Regolamento, dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica messa a disposizione dal Soggetto attuatore, GSE S.p.A. (Gestore dei Servizi Energetici), a pena di irricevibilità.
Lo sportello sarà aperto dalle ore 12:00:00 del 10 marzo 2026 fino alle ore 12:00:00 del 9 aprile 2026.
Al GSE è affidata la gestione operativa della misura, comprensiva di:
- istruttoria delle domande;
- monitoraggio dello stato di avanzamento dei progetti;
- verifica del rispetto dei requisiti previsti nell’ambito del PNRR.
Per approfondire
Avviso pubblico
Allegato A “Regolamento Operativo”
Allegato B “Codici ATECO”
Allegato C “Simulatore analisi controfattualità grandi imprese”







