RAMSES CONSULTING NEWS n. 752 –12 gennaio 2026
Via libera agli incentivi per le imprese
La Legge di Bilancio 2026 introduce un quadro di misure ampio e articolato a sostegno degli investimenti produttivi, dell’innovazione e della competitività delle imprese.
Tra conferme, rifinanziamenti e nuovi strumenti, la Manovra disegna una strategia orientata alla crescita strutturale del sistema produttivo italiano.
Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento viene confermato fino al 2028 e diventa il principale strumento fiscale per incentivare gli investimenti in beni strumentali, sostituendo definitivamente Transizione 4.0 e 5.0.
La misura prevede maggiorazioni del costo pari al 180%, 100% e 50% in funzione degli scaglioni di investimento ed è riservata ai beni prodotti in Europa (UE o SEE). L’elenco dei beni agevolabili è stato aggiornato attraverso i nuovi Allegati A e B.
L’obiettivo è favorire il rinnovo di impianti, macchinari e infrastrutture digitali, migliorando la produttività e liberando risorse finanziarie per nuovi progetti.
Grazie alle maggiorazioni fiscali, le imprese possono dedurre quote più elevate del costo degli investimenti, ottenendo un risparmio d’imposta immediato.
Investimenti ammessi
La misura si rivolge alle imprese di tutti i settori produttivi e non richiede più il rispetto del principio DNSH.
Sono agevolabili:
– beni materiali e immateriali interconnessi (Allegati A e B, Legge 232/2016);
– impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile destinata all’autoconsumo e sistemi di accumulo, con riferimento al fotovoltaico esclusivamente a pannelli prodotti nell’UE e registrati ENEA.
Gli investimenti devono essere effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, oppure entro il 30 giugno 2027 a condizione di ordine accettato e acconto minimo del 20% versato entro fine 2026.
Le maggiorazioni, applicabili ai fini IRES, consentono una deduzione fino al 180% e fino al 220% per progetti green, con un beneficio fiscale complessivo che può superare l’80%.
Bonus ZES e ZLS confermati fino al 2028
La ZES 2026 si conferma una leva strategica per le imprese che vogliono crescere nel Sud Italia: offre stabilità normativa, incentivi fiscali competitivi e procedure snelle, elementi che permettono di ridurre il costo del capitale, migliorare la redditività degli investimenti e favorire una crescita industriale duratura sul territorio.
La Manovra rafforza e proroga il Bonus ZES per il triennio 2026–2028, con risorse pari a:
- 2,3 miliardi nel 2026;
- 1 miliardo nel 2027;
- 750 milioni nel 2028.
Il credito d’imposta, fino al 70%, è destinato alle imprese del Mezzogiorno per l’acquisto di beni strumentali e la realizzazione di nuovi impianti produttivi. È prevista l’estensione della misura anche ad alcune aree di Marche e Umbria.
L’accesso al beneficio avviene tramite comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, con utilizzo in compensazione mediante modello F24.
Sono previste una comunicazione preventiva annuale (31 marzo–30 maggio) e una consuntiva a gennaio dell’anno successivo.
ZLS – Zone Logistiche Semplificate
Per le ZLS è previsto un credito d’imposta per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, con una dotazione di 100 milioni di euro annui. Anche in questo caso è richiesta la doppia comunicazione preventiva e consuntiva.
Modalità di accesso ai crediti d’imposta ZES e ZLS
Ai fini della fruizione dei crediti d’imposta ZES e ZLS, le imprese sono tenute a trasmettere all’Agenzia delle Entrate specifiche comunicazioni in modalità telematica.
In particolare, è previsto l’invio di una comunicazione preventiva, nella quale devono essere indicati:
- l’ammontare delle spese sostenute per gli investimenti realizzati a partire dal 1° gennaio di ciascun anno;
- l’ammontare delle spese che si prevede di sostenere per gli investimenti da realizzare entro il 31 dicembre dello stesso anno;
Inoltre, è previsto l’invio di una comunicazione integrativa, finalizzata ad attestare l’effettiva realizzazione degli investimenti indicati nella comunicazione preventiva. La mancata presentazione di tale comunicazione comporta la decadenza dal beneficio.
Per ciascun credito d’imposta, un apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate approverà i modelli di comunicazione e definirà le modalità di trasmissione telematica.
Scadenze operative
2026
Comunicazione preventiva: dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, con indicazione delle spese sostenute dal 1° gennaio 2026 e di quelle previste fino al 31 dicembre 2026;
Comunicazione integrativa: dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027, con indicazione degli investimenti effettivamente realizzati nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2026.
2027
Comunicazione preventiva: dal 31 marzo 2027 al 30 maggio 2027, con indicazione delle spese sostenute dal 1° gennaio 2027 e di quelle previste fino al 31 dicembre 2027;
Comunicazione integrativa: dal 3 gennaio 2028 al 17 gennaio 2028, con indicazione degli investimenti effettivamente realizzati nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2027.
2028
Comunicazione preventiva: dal 31 marzo 2028 al 30 maggio 2028, con indicazione delle spese sostenute dal 1° gennaio 2028 e di quelle previste fino al 31 dicembre 2028;
Comunicazione integrativa: dal 3 gennaio 2029 al 17 gennaio 2029, con indicazione degli investimenti effettivamente realizzati nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2028.
Nuova Sabatini: 650 milioni per il biennio 2026-2027
La Nuova Sabatini viene rifinanziata con 650 milioni di euro, confermandosi uno degli strumenti più rapidi per sostenere gli investimenti delle PMI.
L’agevolazione è rivolta a micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori, inclusi agricoltura e pesca, e finanzia l’acquisto o il leasing di beni strumentali nuovi.
Il finanziamento può variare da 20 mila a 4 milioni di euro, con contributi pari:
- al 7,7% per beni materiali ordinari;
- al 10,1% per investimenti digitali e green;
- fino al 15% in caso di aumento di capitale.
Rifinanziati i Contratti di Sviluppo
Con una dotazione complessiva di 550 milioni di euro tra 2027 e 2029, i Contratti di Sviluppo restano uno strumento centrale per sostenere progetti industriali, agroalimentari e ambientali di medio-grande dimensione.
Le agevolazioni possono coprire fino al 60% dell’investimento sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, con valutazione dei progetti in ordine cronologico e attenzione agli impatti occupazionali, innovativi e ambientali.
Transizione 4.0 e Fondo di Garanzia PMI
È previsto un fondo da 1,3 miliardi per rafforzare il credito d’imposta Transizione 4.0 per investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, con utilizzo nel 2026. Nessun rifinanziamento per Transizione 5.0.
Il Fondo di Garanzia per le PMI viene prorogato per il 2026, con garanzie al 50% per la liquidità e all’80% per investimenti e start-up, fino a un massimo di 5 milioni per beneficiario. Aumentato anche il limite degli impegni SACE a 13 miliardi.
Stop alla stretta sulle compensazioni
La Manovra elimina le restrizioni previste sulle compensazioni dei crediti fiscali, consentendo l’utilizzo in F24 anche per contributi previdenziali e assicurativi. Resta solo la riduzione della soglia dei debiti fiscali ostativi, da 100.000 a 50.000 euro.
Credito d’imposta “5.0” per imprese energivore
Pur in assenza di un rifinanziamento generale di Transizione 5.0, viene introdotta una misura specifica per le imprese energivore, con credito d’imposta su investimenti in beni 4.0, esclusi quelli FER, fino a un tetto di 10 milioni di euro.
Le aliquote ricalcano quelle del 5.0 e variano in base alla riduzione dei consumi energetici. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non è cumulabile e non applica il principio DNSH.
Turismo
Al fine di rafforzare l’attrattività del sistema turistico nazionale, la Legge di Bilancio 2026 introduce una revisione delle modalità di concessione degli incentivi al settore.
Un prossimo decreto del Ministero del Turismo definirà criteri e condizioni per l’accesso ad agevolazioni finanziarie destinate a progetti orientati alla digitalizzazione dell’ecosistema turistico e alla destagionalizzazione dei flussi.
Particolare attenzione è riservata agli investimenti improntati alla sostenibilità ambientale, sociale e di governance, in linea con i criteri ESG, che assumono un ruolo sempre più centrale nell’accesso ai finanziamenti agevolati.
Contributi a fondo perduto per le filiere turistiche
Per sostenere la modernizzazione e lo sviluppo delle imprese del comparto, la Manovra autorizza una spesa complessiva di 150 milioni di euro nel triennio 2026–2028, pari a 50 milioni di euro annui, destinata alla concessione di contributi anche nella forma del fondo perduto.
Le risorse sono finalizzate al supporto degli investimenti privati nelle filiere del turismo, comprese quelle di natura industriale e commerciale. La definizione dei requisiti tecnici, dei criteri di accesso e delle modalità di presentazione delle domande è demandata a un decreto attuativo da emanare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.
Credito d’imposta per attività di design e ideazione estetica
Viene prorogato anche per il 2026 il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2020. L’agevolazione è riconosciuta nella misura del 10%, entro un limite massimo annuale di 2 milioni di euro per impresa, con un plafond complessivo di 60 milioni di euro.
La misura è rivolta in particolare al sostegno delle spese per la realizzazione di campionari, con un impatto rilevante per le imprese del settore moda.
Ricerca per la difesa e infrastrutture di supercalcolo nel Mezzogiorno
La Manovra stanzia 56,4 milioni di euro per il potenziamento di infrastrutture strategiche di ricerca e per iniziative progettuali nei settori delle tecnologie quantistiche, dell’high performance computing (HPC) e dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di queste filiere nel Mezzogiorno.
Ulteriori 100 mila euro sono destinati all’Agenzia Industrie Difesa per la promozione e il sostegno di attività di ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie emergenti applicate alla difesa nazionale.
Internazionalizzazione delle imprese
Sul fronte dell’internazionalizzazione, la Legge di Bilancio 2026 prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro a favore della sezione venture capital e investimenti partecipativi del Fondo 394, gestito da SIMEST.
Inoltre, la dotazione del fondo per la promozione degli scambi e dell’internazionalizzazione viene incrementata di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, rafforzando il sostegno alle esportazioni delle imprese italiane.
Prosegue infine l’operatività del Plafond Africa: la Cassa Depositi e Prestiti è autorizzata a concedere, anche per il 2026, finanziamenti sotto qualsiasi forma, inclusi strumenti di debito subordinato, fino a un importo massimo di 500 milioni di euro, a valere sulla gestione separata.
Agricoltura, ricerca e bonus edilizi
Introdotto il nuovo credito d’imposta Agricoltura 4.0 al 40% per investimenti fino a 1 milione di euro. Prorogato il credito ZES agricoltura al 2026.
Confermati per il 2026 bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus con aliquote del 50% e 36%, così come il bonus mobili. Nessuna proroga, invece, per il bonus barriere architettoniche 75%.







